Creative thinking in medicine
La transilluminazione c’è subito apparsa straordinariamente utile per
migliorare i nostri risultati nella scleroterapia del volto o nella cura
dell’insufficienza venosa, che eseguiamo con la T.R.A.P (tridimensional
regenerative ambulatory phlebotherapy).
Utilizziamo il transilluminatore Veinlite (distribuito dalla
Korpo S.R.L. Genova) anche per evitare i
vasi durante le iniezioni di tossina botulinica, i filler e durante i
lipofilling nelle aree del volto più ricche di vasi. L’apparecchio si presenta
come un cerchio luminoso con un’apertura idonea ad eseguire l’iniezione. La
potente luce trasmessa da fibre ottiche è inclinata di 30 gradi e ha il suo
fuoco alla profondità di circa tre centimetri. Esiste anche un modello
pediatrico, utilizzato per reperire le vene nei bambini, che utilizziamo
prevalentemente nel volto.
La transilluminazione è già ampiamente utilizzata negli Stati Uniti per la
mappatura delle vene degli arti inferiori prima degli interventi chirurgici. Noi
non la utilizziamo a questo scopo perché consideriamo gli interventi chirurgici
sulle vene raramente necessari. Utilizziamo sempre la transilluminazione nel
trattamento fleboterapico rigenerativo dell’insufficienza venosa, metodica che
abbiamo messo a punto in questi ultimi 6 anni.
La T.R.A.P. si basa sulla corretta conoscenza della fisiopatologia
dell’insufficienza venosa ed agisce conservando al massimo l’integrità anatomica
del circolo.
Il concetto unificante ci fa comprendere come tutto il circolo venoso degli arti
inferiori nei suoi diversi livelli sia collegato. Esiste una causa:
l’insufficienza dinamica dei vasi perforanti; ed un effetto: la dilatazione
inestetica delle vene superficiali e delle teleangectasie. La diversa
espressività nei pazienti dipende dal numero dei vasi e dalla resistenza
parietale delle vene delle venule e delle teleangectasie. Naturalmente la
meiopragia è diffusa a tutto il circolo superficiale e comunicante ed è
responsabile degli aspetti evolutivi della “malattia varicosa”.
Tutte le metodiche attuali obliterative(interventi e scleroterapia)
trattano l’effetto e raramente la causa o non rispettano l’integrità anatomica
del circolo. Le azioni tridimensionale limitate, ad esempio l’iniezione in una
perforante insufficiente evidenziata dall’ECD, non modifica in maniera
significativa il decorso evolutivo della malattia. D’altra parte questo
strumento diagnostico (ECD) appare largamente sopravvalutato e di scarsa utilità
nell’eseguire la T.R.A.P, che è una cura dell’insufficienza venosa. Nella
T.R.A.P. l’espressività cutanea è molto più importante del doppler. Questo
strumento è impiegato solo nei rari casi “difficili”. L’obliterazione delle vene
superficiali della scleroterapia tradizionale e delle flebectomie corrisponde
all’eliminazione della valvola di sfogo dell’ipertensione emodinamica generata
dall’insufficienza delle perforanti ed è pertanto lei stessa generatrice di
altre ectasie venose. La fleboterapia rigenerativa tridimensionale è al
contrario curativa. La soluzione introdotta ordinatamente e in quantità
appropriata in tutti i vasi visibili ad occhio nudo e con la transilluminazione,
in altre parole vene tronculari, vene reticolari, venule e teleangectasie,
penetra attraverso queste porte nelle vene comunicanti e perforanti rendendole
continenti o quanto meno diminuendo l’eccessiva capacitanza del circolo.
S’inizia iniettando la soluzione rigeneratrice (bs 6%) nella corona flebectasica
della regione mediale e si termina alla radice della coscia nella stessa regione.
S’iniettano da 9 a 30 ml o più. S’inizia dal basso perché è logico iniziare
dalla pressione emodinamica maggiore, quella generata nei vasi perforanti dalla
contrazione del cuore periferico che, come è noto, può raggiungere i 300 mm di
mercurio! Completata la regione mediale s’inietta la regione posteriore e, dopo,
quella laterale. I rischi sono veramente ridotti perché la soluzione utilizzata
non è obliterativa pertanto non da iperpigmentazioni o altre complicazioni
inestetiche. Ai nostri pazienti somministriamo una capsula d’Angiovein al giorno,
per la sua azione antiaggregante, in quattro punti diversi della cascata
dell’aggregazione piastrinica e per l’azione chelante, antiomocisteina,
antinfiammatoria, antiedemigena, antiradicale liberi e trofica sulla parete dei
vasi.
I risultati della T.R.A.P. sono eccezionali e persistenti nel tempo e oggi con
l’uso della transilluminazione sono ancora più rapidi. La transilluminazione ci
fa vedere non solo i vasi non visibili ad occhio nudo, ma, per la prima volta,
ci ha permesso di individuare le piccole perforanti che appaiono come minuscoli
coriandoli e ci ha consentito di individuare tutte le porte necessarie per la
rigenerazione del circolo.
Rigenerare, ricordo, significa ripristinare la funzione, e solo con il
ripristino della funzione (completa azione tridimensionale) si possono ottenere
risultati funzionali ed estetici permanenti nel tempo anche nei pazienti con
patologie evidenti.

Sergio Capurro
Plastic Surgery
San Martino Hospital, Genova
www.capurro.net
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