CRG Capurro Research Group

Creative thinking in medicine

ABSTRACT

8° CONGRESSO INTERNAZIONALE DI MEDICINA ESTETICA - Milano 12/13/14/15 ottobre 2006 Agorà

Elasticum face lifting senza scollamento cutaneo. Un nuovo concetto per il trattamento dell’invecchiamento del volto

Sergio Capurro

Una nuova sutura Elasticum® (Jano needle + Elasticum thread) consente di realizzare un face lift antigravitazionale senza scollamento cutaneo con solo 4 o più piccoli tagli di 3 mm nascosti nei capelli.
L’intervento è stato reso possibile dalla realizzazione dell’ago a due punte atraumatico e da un nuovo filo con caratteristiche idonee alla sospensione dei tessuti.
In questi 3 anni di sperimentazione abbiamo messo a punto la tecnica operatoria e perfezionato la sutura.
I risultati, persistenti nel tempo, appaiono più naturali (lifting dei volumi) di quelli ottenibili con il face lift tradizionale (lifting dei tessuti superficiali).
L’elasticum face lift senza scollamento è risultato molto gradito ai pazienti per la sua limitata invasività, per l’assenza di medicazioni visibili e, naturalmente, per il ringiovanimento ottenuto. Il traumatismo è limitato all’anestesia locale delle linee dove sarà fatto passare il filo e al passaggio del sottile ago monouso.
L’elasticum face lift ci appare oggi come la soluzione “chirurgica” più naturale per curare e prevenire la ptosi gravitazionale del volto. La metodica può essere integrata, qualora necessario, con la rivitalizzazione cutanea, il lipofilling, l’adipofilling®, i filler, il peeling timedchirurgico misto, i peeling chimici e laser, ecc.

 Eliminazione delle “zampe di gallina” con il peeling timedchirurgico misto (resurfacing+resorcina)

Sergio Capurro

Abbiamo concentrato recentemente la nostra attenzione sul peeling misto per l’eliminazione delle rughe palpebrali e le cosiddette “zampe di gallina”. Come è noto il peeling misto è una delle tecniche della timedsurgery e si basa sulla disepitelizzazione timedchirurgica dell’area, seguita dall’applicazione per alcuni secondi di una soluzione acquosa, satura, di resorcina. Nella metodica tradizionale la disepitelizzazione era eseguita con una disepitelizzazione pulsata a due Watt (la stessa che abbiamo utilizzato per la ripigmentazione della vitiligine stabile e del piebaldismo).
La recente innovazione che abbiamo studiato consiste nell’eseguire la disepitelizzazione con la funzione di resurfacing a 27 o 38 Watt, che risulta più facile da eseguire. La soluzione di resorcina è realizzata, come sempre satura, ma successivamente, è aspirata in una siringa e diluita con un’uguale quantità di soluzione fisiologica. L’applicazione è sempre di pochi secondi. I risultati ottenuti sono estremamente soddisfacenti e producono il ringiovanimento ottimale di questa area difficile da correggere, sia per quanto riguarda le rughe e le rugosità, sia per quanto riguarda le cosiddette “occhiaie”. Il trattamento è ben standardizzato e la sottile escara del peeling misto dura 15 giorni. Le diluizioni della soluzione di resorcina aprono nuove prospettive anche per il trattamento delle iperpigmentazioni estese e dei cloasmi, patologie oggi non adeguatamente trattate dalle altre metodiche terapeutiche.

Risultati della fleboterapia rigenerativa tridimensionale (T.R.A.P.)

Sergio Capurro

L’efficacia della scleroterapia tradizionale è limitata. Questa metodica obliterativa non è in grado di prevenire la recidiva della patologia varicosa e, frequentemente, residue complicanze. La scleroterapia agisce prevalentemente sui vasi superficiali visibili che rappresentano l’effetto e non la causa della patologia. Il nostro obiettivo è curare l’intero circolo superficiale e perforante degli arti inferiori, in maniera efficace, senza complicanze e con un risultato permanente nel tempo. Lo studio della fisiopatologia del circolo degli arti inferiori rivela che il nostro obiettivo può essere ottenuto riducendo il diametro dei vasi e rinforzando la loro parete, in maniera da diminuire l’eccessiva capacitanza e rendendo, nello stesso tempo, continenti le valvole. Logicamente questo obiettivo non può essere ottenuto con metodiche obliterative od ablative ma solo con una tecnica “rigenerativa”. Per ottenere tale scopo abbiamo realizzato una nuova metodica: la fleboterapia rigenerativa tridimensionale (T.R.A.P.). La T.R.A.P. è in pratica una “scleroterapia” non obliterativa che estende la sua azione a tutto il circolo superficiale e perforante. Il fenomeno che chiamiamo “rigenerazione” è una fibrosi non sclerotica. L’esame istologico rivela una riduzione ed una regolarizzazione del diametro del vaso iniettato un rinforzo della sua parete con il mantenimento delle fibre elastiche. La fleboterapia rigenerativa tridimensionale si effettua con una nuova soluzione “rigenerativa” salicilato di sodio al 6% in veicolo idroglicerico tamponato, ordinatamente iniettato dal basso verso l’alto, dalla pressione emodinamica più elevata a quella meno elevata, nella regione funzionale dell’arto, in grande quantità, da 10.5 a 31.5 ml, in tutti i vasi visibili, vene, venule e teleangectasie, anche nei vasi visibili solo con la transilluminazione. La completa scomparsa delle teleangectasie ed il trattamento dei matting emodinamica potrà essere completata con una soluzione di salicilato di sodio al 10% in veicolo idroglicerico tamponato.
La T.R.A.P. ci consente di ottenere un risultato estetico e funzionale non ottenibile con le metodiche tradizionali da noi precedentemente utilizzate, comprendendo in queste anche l’intervento di safenectomia e le flebectomie. I risultati ottenuti, stabili dopo 6 anni, non presentano le complicanze della scleroterapia e degli interventi ablativi od obliterativi, e rappresentano la migliore dimostrazione dell’efficacia funzionale ed estetica della metodica.

Per questo lavoro è stato utilizzato il salicilato al 6% e al 10% (Korpo S.r.l. - Genova, Italia).

Face Lift elastico con l’ago ed il filo di Capurro: il face lift del futuro

Sergio Capurro

Per eseguire face lift verticali sempre più efficaci e meno invasivi del terzo medio, delle sopracciglia e dell’angolo mandibolare, è stato modificato l’ago a due punte ideato dall’Autore nel 1983, reso successivamente atraumatico nel 2002. L’ago è idoneo a far passare un filo elastico innovativo a profondità controllata nei tessuti sottocutanei, in qualsiasi direzione, senza la necessità di eseguire altri tagli cutanei oltre a quello d’ingresso. La nuova sutura consente di eseguire un elastic face lift duraturo nel tempo, senza scollamento dei tessuti. Il trauma per i pazienti è minimo (da due a sei minuscoli piccoli tagli da 5 mm ad 1 cm, per affondare il nodo e per fissare il filo), non ci sono medicazioni visibili e la ripresa dell’attività lavorativa è pressoché immediata. L’applicazione di 4 fili per sollevare il terzo medio del volto dura circa 30 minuti. La sutura è vantaggiosamente utilizzata non solo nei face lift senza scollamento ma anche durante i face lift tradizionali in cui evita un intervento di sollevamento del terzo medio, lungo è complesso.
Il filo elastico montato su un normale ago da sutura sostituisce vantaggiosamente, nei face lift tradizionali, i lembi dello SMAS, e naturalmente tutte le suture sospensive tradizionali. Esso realizza una sospensione completamente invisibile ed impalpabile. Il filo elastico oltre ad evitare i rischi connessi alle più complesse procedure chirurgiche consente, non tagliando i tessuti, di ottenere un risultato naturale e duraturo nel tempo. Il face lift realizzato con la sutura è coerente con il concetto di non invasività,  massimo  rispetto possibile delle strutture anatomiche e delle attività del paziente. Esso possiede un'azione efficace e duratura nel tempo che le altre metodiche sospensive non possono per loro natura avere; infine, se non correttamente posizionato, può essere facilmente rimosso e reinserito. Senza alcun danno. L’elastic face lift  senza scollamento si rivolge a quel gran numero di pazienti che non desiderano sottoporsi ad un face lift tradizionale ma ricercano un intervento poco impegnativo, ambulatoriale e di breve durata, ma efficace. Un’altra interessante  applicazione dell’ago a due punte è il suo utilizzo in chirurgia plastica, nell’asportazione delle cicatrici larghe, da ustioni o da altre cause, dove consente di distribuire la tensione a distanza della ferita, senza scollamenti cutanei, rendendo possibile in questo modo un risultato estetico della cicatrice.

Il taglio timedchirurgico temporizzato pulsato rapido e lento nella blefaroplastica superiore e transcongiuntivale e nelle neoformazioni palpebrali

Sergio Capurro Plastic and Reconstructive Surgery.San Martino Hospital, Genova, Italy

Il taglio timedchirurgico temporizzato, pulsato rapido e lento è un taglio standardizzato di nuova concezione che rivoluziona l’electrosurgery e le metodiche chirurgiche. Nella chirurgia palpebrale, questo speciale taglio si dimostra più sicuro, preciso e versatile del taglio eseguito con il laser o con i bisturi taglienti. Rispetto a questi ultimi ha il vantaggio dell’emostasi, della perfetta visibilità del campo operatorio, della estrema delicatezza e della irrilevante pressione necessaria per eseguire il taglio, meno di 5 grammi, contro il chilogrammo e mezzo, necessario per tagliare con una lama del n°15.
Rispetto al laser, non ustiona i margini del taglio (i punti nella blefaroplastica superiore possono essere rimossi dopo tre giorni), è molto più sicuro per il paziente e per l’operatore, molto più preciso e manovrabile (è in grado, ad esempio, di realizzare una losanga nel ristretto spazio delle due lineette di un millimetro, di tagliare, nella blefaroplastica, le borse adipose alla loro base, in profondità, il taglio può essere perfettamente perpendicolare e alla profondità desiderata), infine costa molto meno.
Nell’intervento di blefaroplastica superiore la timedsurgery consente al chirurgo di stabilire se desidera effettuare il taglio cutaneo al centro della linea del disegno cutaneo effettuato, o al margine superiore o inferiore della medesima (27 Watt, Cut, EM 10 Bianco). Con questo taglio innovativo è possibile effettuare (senza la trazione e controtrazione, caposaldo della tecnica chirurgica tradizionale) microcorrezioni cutanee di una frazione di millimetro, normalmente fini strisce di cute per rendere perfettamente simmetrica l’escissione. Il taglio timedchirurgico pulsato rapido consente l’escissione pressoché esangue del muscolo orbicolare nella sua porzione mediale e nella piccola area dove termina il taglio laterale (50 Watt, Cut, EM 10 Bianco). Con esso è possibile rimuovere tutto il muscolo orbicolare corrispondente all’escissione cutanea, e questo oggi è effettuato nei casi di orbite strette, oppure è possibile l’escissione di una striscia di muscolo, per una migliore definizione della piega palpebrale. Se le orbite sono grandi il taglio timedchirurgico pulsato rapido consente l’isolamento e la manipolazione delicata del muscolo che, arrotolato a sigaretta, è riposizionato in alto, subito sotto l’arcata sopraccigliare, per realizzare quella che io chiamo "romantic blepharoplastic" (oggi questo effetto è ottenibile anche con l'adipofilling®)
Il taglio timedchirurgico pulsato rapido è il taglio ideale per eseguire la blefaroplastica transcongiuntivale (50 Watt, Cut, EM 10 Bianco). Questa si effettua con due tagli di circa un centimetro, uno mediale e l’altro laterale, attraverso i quali sono asportate le borse adipose. I tagli non vengono suturati. La fine punta dell’elettromanipolo consente un’ottima visibilità e un’estrema precisione nell’isolamento delle borse adipose in profondità e nella loro asportazione.
Veramente notevole l’utilizzo del taglio pulsato lento o temporizzato per le escissioni delle neoformazioni del bordo palpebrale, una regione anatomica di elevata capacità rigenerativa, che ben si presta all’electroshaving (38 Watt, Cut, EM 10 Bianco). L’electroshaving, consente l’escissione della neoformazione con margini minimi. La perdita di sostanza non è suturata, ma lasciata alla guarigione spontanea. Questa metodica della timedsurgery, è da noi utilizzata frequentemente per l’escissione estetica di numerose formazioni cutanee benigne, sia sul viso, sia nel corpo. Il taglio timedchirurgico consente infatti un’escissione con la minima lesione marginale, molto distante dalle vecchie coagulazioni con i cauteri o con il laser, che residuavano frequentemente cicatrici, per l’esteso danno termico provocato nei tessuti circostanti residui e con il laser anche in quelli profondi, avendo la luce un decorso rettilineo. Nell’elettroschaving timedchirurgico, dopo l’escissione, la coagulazione dei vasi è effettuata con la funzione di resurfacing (50 Watt, Coag, EM15), tecnica estremamente delicata che non scalda i tessuti profondi, e che oggi, per queste sue caratteristiche, utilizziamo per asportare i nevi flammei del volto. L’electroshaving timedchirurgico delle neoformazioni benigne, che sfrutta la capacità rigenerativa del nostro organismo, per il rispetto delle strutture residue, che non sono danneggiate dal calore, consente risultati eccellenti, superiori dal punto di vista estetico all’escissione seguita da sutura (spesso visibile e di aspetto artefatto).
Un’altra applicazione di estremo interesse nella chirurgia di questa regione è l’escissione dei siringomi palpebrali con il taglio timedchirurgico pulsato lento. In questo caso, con estrema facilità e senza traumatizzare, come avverrebbe utilizzando il bisturi tagliente, si realizzano microescissioni di uno o due millimetri che possono essere suturate o lasciate alla guarigione spontanea.
Gli unici accorgimenti che è necessario avere utilizzando il taglio timedchirurgico sono: eseguire un’efficace anestesia utilizzando carbocaina al 2% (al 3% per le blefaroplastiche), e individuare i pazienti portatori di pace-maker, in cui l’intervento deve essere autorizzato dal cardiologo.

Eliminazione delle macchie cutanee difficili e depigmentazione della cute normopigmentata con la timedsurgery

Sergio Capurro - Plastic and Reconstructive Surgery.San Martino Hospital, Genova, Italy

L’utilizzo di specifiche correnti timedchirurgiche ci ha consentito di realizzare due metodiche standardizzate, idonee ad eliminare qualsiasi iperpigmentazione cutanea, epidermica e dermo-epidermica. L’efficacia della tecnica ci consente di depigmentare anche la cute normopigmentata del volto, intervento da noi eseguito nei pazienti con vitiligine generalizzata.

Da un punto di vista clinico distinguiamo tre categorie di iperpigmentazioni: 1) le iperpigmentazioni epidermiche 2) le iperpigmentazioni del dorso delle mani 3) le iperpigmentazioni dermo-epidermiche.

(A) Iperpigmentazioni epidermiche e del dorso delle mani

Nelle iperpigmentazioni epidermiche comprendiamo le lentigo simplex del volto, e le iperpigmentazioni postscleroterapiche, anch’esse epidermiche e di origine infiammatoria. Le iperpigmentazioni epidermiche sono eliminate con il resurfacing timedchirurgico a 27 o 38 Watt, nella funzione Coag, con l’elettromanipolo EM 15. Il resurfacing timedchirurgico ha una delicata azione superficiale e, al contrario di altre fonti di energia, non scalda i tessuti profondi. La punta dell’elettromanipolo tocca ripetutamente, l’area pigmentata senza mai rimanere ferma in un punto. L’epidermide coagulata non è rimossa e costituisce, inglobata nella sottile crosta che si forma dopo poche ore, una protezione che evita qualsiasi complicanza e consente al paziente, dopo due giorni, di lavarsi e applicare prodotti cosmetici. Sotto una lampada con luce di Wood possono essere eliminate anche le macchie cutanee non ancora visibili ad occhio nudo, quindi è possibile eliminare le macchie non ancora visibili ad occhio nudo. Le iperpigmentazioni postscleroterapiche e le lentigo del volto possono essere trattate senza anestesia. Se sono numerose o sul dorso delle mani si applica un’ora prima su ciascuna lesione una piccola quantità di EMLA in medicazione occlusiva. Eseguito il trattamento non si eseguono medicazioni. L’area rimane esposta all’aria. Le iperpigmentazioni delle mani, a volte sono dermo-epidermiche ma, per ovvi motivi, sono sempre trattate con questa tecnica delicata. In questo caso il trattamento sarà completato in una seconda seduta effettuata dopo 6 mesi. Alla caduta della sottile crosta il paziente dovrà applicare prodotti antisolari, antiinfiammatori e inibitori della melanogenesi. Se una iperpigmentazione del volto non scompare dopo il resurfacing timedchirurgico è corretto ritenere che sia dermo-epidermica, in questo caso si interverrà con il peeling timedchirurgico misto che è in grado di diminuire il numero dei melanociti.

(B) Iperpigmentazioni dermoepidermiche

Nelle iperpigmentazioni dermoepidermiche sono comprese le iperpigmentrazioni "difficili", dalle macchie non uniformi, ai cloasmi resistenti a tutte le terapie.
L’intervento è un peeling misto e consiste nella disepitelizzazione timedchirurgica ad 1 watt, seguita dall’applicazione di una soluzione satura di resorcina. La disepitelizzazione mantiene integre le papille dermiche e consente alla soluzione di agire uniformemente in tutti i punti geometrici della superficie trattata. Il tempo di applicazione della soluzione varia dai 10/20 secondi delle macchie dermo epidermiche e dei cloasmi fino ai 40/60 secondi necessari per la depigmentazione della cute integra. Dopo l’applicazione il derma sbianca in maniera uniforme e la resorcina è asportata con soluzione fisiologica.
Non esistono rischi di iperpigmentazione reattiva. Per l’azione coagulativa della soluzione dopo poche ore si forma una crosta che protegge l’area trattata. Non è necessario pertanto medicare il paziente.

(C) Depigmentazione della cute integra

La depigmentazione della cute integra è effettuata nei pazienti con vitiligine generalizzata. La depigmentazione richiede due sedute distanziate di circa sei mesi. Questi pazienti spesso possiedono sul volto aree di cute normopigmentata che sembrano macchie iperpigmentate. Dopo la disepitelizzazione timedchirurgica ad 1 Watt il tempo di applicazione della soluzione satura di resorcina è di 40/60 secondi.

Risultati

Le immagini mostrano le diverse tecniche timedchirurgiche ed i risultati ottenuti.

Bibliografia

S.Capurro: Timedsurgery. Edizioni D’Arsonval, 2001 Genova Italia

Eliminazione permanente delle rughe delle labbra e delle rughe palpebrali con la timedsurgery

Sergio Capurro Plastic and Reconstructive Surgery.San Martino Hospital, Genova, Italy

Il peeling timedchirurgico misto rappresenta la metodica più efficace per eliminare in maniera permanente le rughe del labbro superiore, inferiore e le cosiddette zampe di gallina. Gli interventi, perfettamente standardizzati, sono semplici, esangui e non necessitano di medicazioni successive. La metodica si basa sulla disepitelizzazione, con cui si elimina l’epidermide dall’area che si desidera ringiovanire, seguita dall’applicazione di una sostanza chimica che non ha alcuna azione sulla cute integra: la resorcina in soluzione acquosa. La disepitelizzazione timedchirurgica è effettuata con una particolare corrente che consente di mantenere l’integrità delle papille dermiche. Questo è importante per il successivo assorbimento della resorcina che potrà in questo modo agire su tutti i punti geometrici dell’area, ottenendo un’azione uniforme e costante in tutti i pazienti. (La stessa tecnica di disepitelizzazione ci ha permesso di ripigmentare la vitiligine stabilizzata sostituendo l’epidermide acromica con un innesto di cheratinociti e melanociti autologhi coltivati da un piccolo frammento di cute integra). Eseguita la disepitelizzazione ad 1 Watt sulle labbra e a 1, 2 o 3 Watt nella specifica funzione pulsata sulla palpebra inferiore e sulle zampe di gallina, si applica con un bastoncino cotonato la soluzione satura di resorcina. Sul labbro l'applicazione della soluzione inizia sulle rughe più profonde e vicino al vermiglio, dopo è rapidamente distribuita sulle rimanenti aree. Il derma imbianchisce e la resorcina è asportata con una garza bagnata di soluzione fisiologica. La soluzione di resorcina rimane sull'area disepitelizzata da 60 a 120 secondi in relazione alla profondità delle rughe. In poche ore si forma una crosta che si ispessisce nei giorni successivi e si stacca in 8-12 giorni. Non è necessaria prevenzione anti-herpetica. Sulla palpebra disepitelizzata la soluzione rimane 10 o 20 secondi e poi è lavata. Questo intervento è da noi effettuato alcuni mesi dopo la blefaroplastica transcongiuntivale eseguita con il taglio timedchirurgico pulsato rapido. L'area trattata con il peeling misto rimane leggermente arrossata, e non deve essere esposta direttamente al sole. I risultati ottenuti non sono paragonabili con nessuna altra metodica. Il labbro non solo appare senza rughe ma è bene evidente la riorganizzazione delle fibre dermiche che provoca la diminuzione della superficie del labbro e quindi una minor distanza dalla base della columella al vermiglio. Questo è per noi il più importante indice di persistenza nel tempo del risultato ottenuto, indice che trova conferma nei primi pazienti da noi trattati nel 1993, ancora oggi senza rughe. Anche sulla palpebra inferiore è evidente il ringiovanimento della cute dovuto alla riorganizzazione delle fibre collagene. Notevole la naturalezza del risultato e l’evidente miglioramento della qualità della cute. Per la sua intrinseca natura il peeling timedchirurgico misto alla resorcina non crea iperpigmentazioni, al contrario è da noi utilizzato per normalizzare le aree di iperpigmentazione dermo-epidermica resistenti a tutte le altre terapie.

Bibliografia

S.Capurro: Timedchirurgia dermatologica, plastica ed estetica. Edizioni D’Arsonval, 2000 Genova Italia

Prodotto sinergico antiinvecchiamento, ad elevata concentrazione di principi attivi, con azione immediata sulla sintomatologia dell’insufficienza venosa e sulle alterazioni sensibili del microcircolo

Alberto Cavalchini - Istituto di Dermatologia Sociale , Sergio Capurro - Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, San Martino,  Genova

Abbiamo formulato un composto antiaging polivalente, ottenuto con l’interazione razionale di più componenti naturali ad elevatissima concentrazione. Il composto raggiunge tre obiettivi sinergici: azione antiaging, stimolo del microcircolo arterioso e azione di rinforzo sulle pareti delle vene. All’azione antiradicali liberi abbiamo aggiunto una potente azione di ripristino del microcircolo arterioso, un’azione trofica sulle pareti delle vene, un’azione chelante il ferro libero, una modulata e sicura azione antiaggregante, un’azione fibrinolitica, antiedemigena, antiinfiammatoria, emoreologica e stabilizzatrice sul collagene e sulla sostanza fondamentale.

Il composto contiene tre tra i più potenti antiradicali liberi conosciuti: la Vitis vinifera e l’acido Lipoico e l’Andrographis paniculata. Gli antiradicali liberi non sono sufficienti ad ottenere l’azione desiderata. Riteniamo che non sia possibile ottenere una completa azione antiinvecchiamento se non si agisce efficacemente sul microcircolo arterioso, sul circolo e sulle vene. Noi siamo giovani o vecchi in relazione alle condizioni più o meno buone del nostro apparato circolatorio. Se il circolo ed il microcircolo sono deficitari, i tessuti non sono ossigenati e nutriti, i cataboliti non sono correttamente eliminati e gli antiossidanti non hanno la possibilità di arrivare ai tessuti che ne hanno maggiormente bisogno o di essere sintetizzati in loco. Un apparato vascolare integro significa una corretta circolazione nella cute, nei tessuti sottocutanei, negli arti, nel cuore, nell’apparato oculare, e dell’udito, nel cervello e in tutti gli altri organi.

Migliorare la circolazione è importante in numerose malattie vascolari e metaboliche. Migliorare la circolazione è importante durante l’assunzione di contraccettivi orali, durante la terapia sostitutiva, durante la scleroterapia, per contrastare l’invecchiamento precoce dovuto al fumo, alle lunghe esposizioni al sole, alla cattiva alimentazione, per proteggere l’organismo nei viaggi, nella vita sedentaria e nella prevenzione delle malattie cardio-vascolari. Le alterazioni del microcircolo possono provocare un abnorme aumento della permeabilità endoteliale con conseguente eccessivo passaggio di acqua e proteine plasmatiche negli spazi interstiziali (formazione dell’edema e successiva organizzazione fibrosa e graduale riduzione degli scambi metabolici). Nel composto, oggetto di brevetto internazionale, quattro estratti hanno azione vasoattiva, quattro estratti agiscono in quattro punti diversi della cascata dell’aggregazione piastrinica, consentendo di avere un’azione anttiaggregante con minor rischio di sanguinamento rispetto a quello che si avrebbe utilizzando un solo estratto o due estratti con la proprietà di bloccare completamente uno dei passaggi chiave della cascata. Due estratti hanno azione antiedemigena. Tre estratti hanno un’azione chelante i metalli con tre diversi meccanismi. Chelare il ferro libero, (e naturalmente i metalli pesanti), è particolarmente utile per ridurre gli effetti infiammatori, in parte mediati dalla produzione di radicali liberi, che derivano dalla fuoriuscita di emoglobina per l’invecchiamento o il danneggiamento acuto delle pareti vascolari. Quattro estratti svolgono un’azione favorente il trofismo dei vasi. Quattro hanno un’azione stabilizzatrice su collageno e sostanza fondamentale. Due hanno un’azione anticolesterolemica. Tre estratti hanno la capacità di aumentare la deformabilità dei globuli rossi che possono, in questo modo, ossigenare meglio i tessuti, attraversando più facilmente i capillari più fini. Cinque componenti hanno un’azione antiinfiammatoria. Le due vitamine con la loro azione antiomocisteina completano la formulazione.

Il composto, contiene solo sostanze aventi un dosaggio ed una concentrazione terapeutica, e richiede una sola somministrazione al giorno. La sua azione può essere preventiva o curativa. Non contenendo estratti vegetali che determinano accumulo, può essere assunto per brevi periodi, anche di pochi giorni o in maniera continuativa. La possibilità dell’assunzione continuativa è preziosa per il paziente che sa che la prevenzione, se fatta in tempo, può rallentare l’invecchiamento e la malattia. La modulata azione antiaggregante unita agli antiradicali liberi può costituire un'interessante alternativa all’acido acetilsalicilico, nella prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari. Il composto appare particolarmente efficace a ridurre, in tempi molto brevi, poche ore, la sintomatologia soggettiva di "gambe pesanti" può, nei casi meno gravi di insufficienza venosa o d’estate, sostituire le calze elastiche, è attivo sui crampi notturni, sull’edema malleolare serotino, riduce la comparsa di microteleangectasie, la cute a materasso, i formicolii localizzati agli arti inferiori o alle mani e i piccoli disturbi visivi che derivano dai processi degenerativi del microcircolo. Tutti questi disturbi sono molto frequenti nei nostri pazienti e sono oggi da noi trattati, con soddisfazione dei medesimi, con il prodotto in oggetto. Il composto è anche un potente antiinvecchiamento cerebrale nell’anziano, ed è proprio l’importante aspetto del mantenimento delle capacità cognitive che ha fatto aggiungere alla complessa formulazione un antiossidante liposolubile.

In questo anno e mezzo di sperimentazione, oltre ad un’ampia casistica "soggettiva" abbiamo raccolto venti soggetti che presentavano dati laboratoristici d’iperaggregabilità di vario grado, indotta da ADP a diverse concentrazioni e/o da collagene, che è apparsa ridursi, per alcuni fino alla completa normalizzazione, dopo un periodo di assunzione da quattro settimane in su. Uno dei volontari ha inoltre rappresentato una sia pur preliminare "testimonianza di elevata tollerabilità", in quanto affetto da un'epatopatia cronica attiva C correlata. Il paziente non ha fatto rilevare alcun incremento dei livelli di transaminasi dopo dieci settimane di assunzione regolare. Questo non stupisce considerando che molti componenti del composto e, tra questi in particolar modo l’Andrographis paniculata possiedono anche una significativa capacità epatoprotettiva.

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